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Altopiano del Golgo

L'altopiano che si apre dietro Baunei, a quasi 500 metri sul mare: ginepri secolari, sugheri, asinelli e rovine nuragiche.

circa 9 km da Baunei · 20 minuti in auto
Altopiano del Golgo — dintorni di Baunei
Altopiano del Golgo

Dietro Baunei la montagna smette di salire e si apre. L'altopiano di Golgo è un mondo piatto sospeso a quasi 500 metri sul mare, largo abbastanza da far dimenticare che poco più in là il terreno finisce di colpo su falesie a picco. Ci si arriva in auto dal paese, per una strada stretta che sale a tornanti serrati contro la parete: una manciata di curve fatte con attenzione e il paesaggio cambia completamente, dal mare al pascolo.

La superficie dell'altopiano è il risultato di antichissime colate laviche, ed è per questo che il terreno qui è scuro e diverso dal calcare bianco che regge tutta la costa. Ne è nata una piana di pascoli e macchia, punteggiata di massi, con i ginepri secolari che il vento ha piegato e contorto in forme che sembrano scolpite. Fra i ginepri secolari e i sugheri si incontrano gli asinelli, spesso liberi e per niente impressionati dalle auto: rallentare è d'obbligo. Qua e là, nella piana, affiorano le rovine nuragiche.

Il punto di riferimento è la chiesa campestre di San Pietro, bianca, squadrata, con la facciata che stacca netta sullo sfondo scuro delle montagne. Fu costruita fra il Seicento e il Settecento con le donazioni e il lavoro dei pastori del Supramonte, che sull'altopiano passavano stagioni intere e non volevano rinunciare alle funzioni pur restando lontani dal paese. La cinge un muro di pietra, e accanto si allineano le cumbessias, gli alloggi per i pellegrini tipici delle chiese campestri sarde. È architettura povera e perfettamente funzionale, e resta il luogo più fotografato di tutto il pianoro; poco lontano si trova anche un betilo, una pietra sacra di età nuragica.

Poco distante si apre Su Sterru, la voragine del Golgo: un pozzo carsico verticale che si spalanca nel terreno senza preavviso ed è considerato uno dei più profondi d'Europa. Oggi è protetto da una recinzione e da un piccolo belvedere, ma per generazioni di baunesi è stato il buco senza fondo, il luogo di cui si raccontavano storie e in cui non si guardava troppo a lungo. Anche solo affacciarsi al parapetto rende bene l'idea di che cosa ci sia sotto la crosta di questa montagna.

L'altopiano è però soprattutto una partenza. Da Su Porteddu si imbocca il sentiero che scende a Cala Goloritzé, in discesa all'andata e in salita al ritorno: la cala non è raggiungibile in auto e l'accesso è a numero chiuso con prenotazione obbligatoria, quindi va organizzato prima e non improvvisato sul posto. Poco oltre la chiesa si stacca invece la lunga sterrata che segue la valle verso Cala Sisine. Da questo territorio parte anche il Selvaggio Blu, la traversata a piedi lungo la costa di Baunei che ha fama di essere il trekking più duro d'Italia e che non si affronta in autonomia senza esperienza specifica. Chi non cammina può semplicemente restare sul pianoro: il giro fra i ginepri e i muretti a secco vale già la salita.

Il contrasto è la parte migliore della giornata. Al mattino si sta in acqua sulle cale del golfo, il pomeriggio si sale quassù e si trova un paesaggio di entroterra, secco, silenzioso, con l'odore del ginepro e dell'elicriso al posto della salsedine. Dal centro di Baunei la salita al Golgo, una ventina di minuti d'auto, è la classica mezza giornata alternativa, quella che si tiene da parte per quando il vento non permette di uscire in barca.

Va detto che il Golgo non è attrezzato come un parco. La strada di accesso è stretta e in più punti non consente incroci comodi; oltre la chiesa l'asfalto finisce e si prosegue su sterrato, che con un'auto bassa va affrontato con giudizio o non affrontato affatto. L'accesso ai sentieri che scendono al mare è regolamentato e conviene informarsi prima di partire. In cambio si ha uno dei posti più particolari della Sardegna orientale, dove si passa dal turchese al pascolo senza mai uscire dal territorio di Baunei.

Consigli pratici

  • Come si sale: in auto da Baunei, per una strada stretta a tornanti; oltre la chiesa di San Pietro la carreggiata diventa sterrata.
  • Ai piedi: scarpe chiuse e con una suola decente: si cammina su pietra vulcanica, sterrato e terreno irregolare.
  • Da portare: acqua in quantità e un cappello: l'ombra sul pianoro è quella dei ginepri, e non basta.
  • Attenzione agli animali: asinelli, maiali e capre circolano liberi lungo la strada: si guida piano e si tengono le distanze.
  • Se si vuole camminare: il sentiero per Cala Goloritzé parte da Su Porteddu ed è a numero chiuso con prenotazione obbligatoria: si organizza prima di salire.
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