L'Appartamento Esperienza Galleria Dintorni Blog Prenota
Tutti i dintorni In barca

Cala Mariolu – Ispuligidenie

Una delle cale più fotografate del Golfo di Orosei: ghiaia bianca a chicco di riso, acqua che passa dal turchese al blu e le falesie alle spalle.

In barca dal porto di Santa Maria Navarrese (circa 10 km da Baunei, 15 minuti in auto)
Cala Mariolu – Ispuligidenie — dintorni di Baunei
Cala Mariolu – Ispuligidenie — foto: Roberto Mura · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Cala Mariolu si apre sul versante di Baunei del Golfo di Orosei, il lungo arco di falesie calcaree chiuso alle spalle dal massiccio del Supramonte e interrotto soltanto dalle bocche delle valli che riescono ad arrivare fino al mare. È una delle cale più fotografate di tutta la Sardegna, e basta arrivarci una volta per capire il motivo: qui il paesaggio non è addolcito da niente, la montagna finisce dentro il mare e la spiaggia è quel poco di terreno piano che resta fra le due cose.

La spiaggia non è di sabbia. È fatta di ghiaia bianca, ciottoli tondi e levigatissimi che assomigliano davvero a chicchi di riso: sotto i piedi scricchiolano, al sole restano freschi molto più a lungo della sabbia e, quando l'onda li rimescola, fanno un rumore che poi ci si ricorda. In sardo la spiaggia si chiama Ispuligidenie, is pùligi de nie, le pulci di neve: proprio per quei sassolini bianchi e rosati che il mare ha arrotondato uno per uno.

Il nome Mariolu viene invece da una vecchia storia di pescatori. Lungo questa costa viveva la foca monaca, che entrava nelle grotte a filo d'acqua e si serviva dal pescato lasciato al fresco: chi trovava il nascondiglio vuoto la chiamava ladra — «mariolu», nel parlare di qui — e da quell'insulto affettuoso è rimasto il nome della cala. La foca monaca dal golfo è sparita da tempo, il nome no.

La trasparenza dell'acqua non è un effetto delle fotografie. Il fondale è di ciottoli chiari e di roccia calcarea che rimanda la luce verso l'alto, e lungo tutta questa costa scendono in mare sorgenti d'acqua dolce che filtrano dentro la montagna e riaffiorano sotto la falesia: è la combinazione delle due cose a dare quel turchese quasi innaturale vicino a riva, che si spegne nel blu appena il fondale scende. Con una maschera, senza allontanarsi di molto, si vede il fondo con una nitidezza che sorprende anche chi il mare lo conosce.

Alle spalle della ghiaia la parete sale subito, verticale, con i ginepri e i lentischi aggrappati alle cenge e i gabbiani che nidificano nelle fessure. Non c'è una strada che scenda fin qui, non c'è un sentiero comodo, non c'è nulla di costruito: ci si arriva soltanto dal mare. Le barche partono dal porticciolo di Santa Maria Navarrese, una quindicina di minuti di auto sotto Baunei, e risalgono il golfo verso nord, passando davanti alla guglia di Pedra Longa e sotto le pareti di Punta Giràdili, fra le più alte che si affaccino sul Mediterraneo.

La navigazione, in realtà, vale quanto la sosta. Vista dal basso questa costa è un'altra cosa rispetto a come appare dalla strada: si passa davanti agli ingressi delle grotte marine, ai faraglioni staccati dalla parete, alle strisce di roccia scura che tagliano il calcare bianco. Cala Mariolu è quasi sempre una delle fermate della giornata, insieme a Cala Biriala e alle altre cale del golfo, e la barca resta all'ancora il tempo di un bagno lungo e di una passeggiata avanti e indietro sulla ghiaia.

Il mare, qui, decide tutto. Quando tira vento da est le cale del golfo diventano esposte e i programmi cambiano: è normale, e conviene metterlo in conto se si ha un solo giorno a disposizione. L'accesso alle spiagge della costa di Baunei è inoltre regolamentato e il numero di visitatori giornalieri è contingentato, quindi organizzarsi per tempo è semplicemente la scelta più tranquilla. Da A su Santu Nigola il porticciolo di Santa Maria Navarrese è a circa 15 minuti d'auto ed è il punto di partenza naturale: si esce la mattina e si rientra nel pomeriggio, con il sale addosso e la sensazione di aver visto qualcosa che dalla terraferma non si vede.

Consigli pratici

  • Cosa portarsi: acqua, cappello e qualcosa da mangiare: sulla ghiaia non c'è nulla, e l'ombra della falesia si ritira presto.
  • Ai piedi: scarpette da scoglio o sandali che si possono bagnare; i ciottoli tondi sono scivolosi nel punto in cui si entra in acqua.
  • Quando andare: nelle giornate senza vento da est, e preferibilmente al mattino, quando l'acqua è più ferma e la luce entra di taglio.
  • Con la maschera: il fondale resta interessante anche a pochi metri da riva: non serve allontanarsi dalla spiaggia per vedere qualcosa.
  • Prima di partire: l'accesso alle cale è contingentato: meglio informarsi e sistemare il posto in barca con qualche giorno di anticipo.
Prenota